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Un bel giorno Pierluigi Marcomini mi telefona: “Massimo”, mi dice, “possiamo vederci? Avrei qualcosa da farti scrivere sul sito.” Certamente. E così ci troviamo a “Casa Julia” al Paludetto. L’argomento sono … i saluti. Si, dopo sei anni Pierluigi “Gigi” Marcomini ci saluta.

Dalla discesa dalla Serie D alla Prima Categoria alla Promozione di quest’anno. Questo è l’arco temporale coperto, ma Gigi ha lavorato con la base della Julia, con  il Settore Giovanile di cui in questi sei anni è stato Responsabile. Non serve fare domande, parla lui a ruota libera.

Non è stato facile, all’inizio le cose da sistemare erano molte, gli intenti non erano sempre condivisi, ma il Progetto alla lunga è stato compreso e portato a compimento.

È stata creata una struttura, è stata modificata l’idea di fondo. Le basi di una Società Dilettantistica non possono essere che i giovani. Su questi si deve investire. Significa  da un lato sviluppare e curare l’Area Tecnica, dall’altro curare l’area Dirigenti. Per entrambi significa investire tempo e in formazione. E su questo fronte molto è stato fatto, in particolar modo con l’aiuto dello psicologo, dottor Gasparotto, coinvolgendo anche i genitori.

E ben oltre gli obblighi della Scuola Calcio. Ed in questo senso l’arrivo, due anni fa di Francesco Ghedini ha dato un forte impulso. Era stato stilato un programma triennale ma già al termine di questa Stagione i risultati sono agli occhi di tutti.

Quelli sportivi sono il successo degli Esordienti, la finale dei Giovanissimi, la semifinale degli Allievi, il mantenimento della Categoria per la Juniores.

Con quanto conquistato sul campo, oltre alla Juniores, potremmo già oggi ottenere l’iscrizione per Giovanissimi ed Allievi ai Campionati Regionali.

C’è anche la vittoria del Campionato di Prima Categoria con la Prima Squadra, nella rosa della quale sono ben nove i Ragazzi cresciuti nel vivaio.

Poi ci sono i risultati di tipo comportamentale: per ben due anni di fila i Giovanissimi si sono aggiudicati il Trofeo Disciplina, quest’anno accompagnati dalla Prima Squadra.

Ed i riconoscimenti che ai più piccoli vengono dati ad ogni occasione. Come pure accade in ambito Federale, dove spesso ho avuto modo di sentir citare come esempio la Julia Sagittaria.

In questi sei anni abbiamo dato vita ad una struttura che grazie ai Dirigenti e ai Genitori ha consentito di portare a compimento una trentina di Tornei. Dai  partecipanti ci sono sempre stati fatti i complimenti per la cura e l’organizzazione. Un’attività che, peraltro, ha consentito di contribuire alle risorse della Società in modo significativo.

Con tutto questo il Settore Giovanile della Julia è diventato un riferimento per tutto il mandamento portogruarese.

Abbiamo lavorato molto anche con la Scuola: in questi ultimi due anni ci siamo inseriti nel mondo scolastico offrendo ai più piccoli la possibilità di fare calcio ma soprattutto di avviarli allo sport. Con l’obiettivo di tessere relazioni positive con le Istituzioni, di integrarsi con il territorio.

Quanti ragazzi sono stati tesserati in quest’ultima stagione?

Da due-tre anni il numero è stabile, sono circa 200 i tesserati del Settore Giovanile. Per aumentare il numero occorre aumentare il numero degli Allenatori, che devono essere di buon livello, per quanto detto prima. Ma ci si scontra con un limite strutturale, dettato dai campi, dagli spogliatoi e soprattutto dalla mancanza di illuminazione. Siamo un po’ scandinavi in questo senso: andiamo in letargo d’inverno. I piccoli hanno usufruito delle Palestre dei dintorni, in questo modo abbiamo dato continuità all’attività, ma onestamente soffriamo sotto questo punto di vista. Quest’anno poi ci sarebbe stata la possibilità di allargarsi sul territorio, subentrando con la nostra offerta in quelle aree dove alcune Società sono andate in crisi, ma ci siamo dovuti fermare.

Cosa farai ora?